
Dallo zero agli ascolti: il percorso per farsi notare su Spotify
Ogni artista emergente sogna di essere ascoltato, ma Spotify è sovraccarico di contenuti. Milioni di brani vengono caricati ogni giorno e senza numeri iniziali o

Ogni artista emergente sogna di essere ascoltato, ma Spotify è sovraccarico di contenuti. Milioni di brani vengono caricati ogni giorno e senza numeri iniziali o

Spotify è una piattaforma di streaming musicale tra le più famose del mondo. Tra le varie possibilità di utilizzo di Spotify non possiamo dimenticare la
C’è una convinzione che continua a resistere nel mondo dei social: più like hai, più Instagram mostrerà i tuoi contenuti.
Sembra logico.
Pubblici un post, arrivano 500 like, Instagram vede che il contenuto piace e decide di mostrarlo a più persone.
Peccato che non funzioni esattamente così.
E questo è il motivo per cui comprare like su Instagram può gonfiare un numero, ma non necessariamente far crescere un profilo.
Il problema è che Instagram non deve semplicemente capire quante persone hanno premuto sul cuoricino.
Deve capire quanto un contenuto interessa davvero alle persone.
E per farlo osserva un insieme molto più ampio di segnali.
Immagina due Reel.
Il primo riceve 2.000 like.
Il secondo ne riceve 700.
Guardando soltanto questi due numeri penseresti che il primo sia il contenuto migliore.
Poi guardiamo cosa è successo realmente.
Il primo video viene guardato per pochi secondi, riceve qualche like e viene dimenticato.
Il secondo viene visto fino alla fine, viene riguardato, condiviso nelle storie, inviato agli amici e genera decine di commenti.
Quale dei due contenuti pensi che Instagram abbia più interesse a distribuire?
Il secondo.
Perché il suo valore non è rappresentato soltanto dai like.
Instagram cerca continuamente di capire quali contenuti possono essere interessanti per ciascun utente e utilizza diversi segnali per determinare cosa mostrare nel Feed, nei Reels, in Esplora e nelle raccomandazioni. Meta ha inoltre continuato a intervenire sui sistemi di ranking per favorire contenuti originali e dare maggiore possibilità di raggiungere nuove persone anche agli account più piccoli.
E qui si capisce perché comprare semplicemente dei like può essere una strategia molto debole.
Il numero di like è facile da vedere.
Per questo è diventato una delle metriche più utilizzate per giudicare un contenuto.
Ma non è necessariamente la più importante.
Pensiamo a un Reel.
Una persona lo vede e mette un like.
Un’altra persona lo guarda fino alla fine e lo riguarda due volte.
Una terza lo invia a un amico perché pensa che sia divertente.
Una quarta lascia un commento.
Una quinta lo salva perché vuole riguardarlo più avanti.
Sono tutte forme di interesse diverse.
E per Instagram non hanno necessariamente lo stesso significato.
Anche il tempo di visione, per esempio, è un segnale molto interessante per i video. Instagram ha introdotto da tempo metriche come il watch time totale e quello medio proprio per aiutare i creator a capire quanto riescono a mantenere l’attenzione del pubblico.
Quindi un Reel con 1.000 like ma guardato superficialmente può essere meno interessante di un Reel con 300 like che riesce a trattenere molto più a lungo le persone.
Qui c’è un fenomeno che si vede continuamente su Instagram.
Un creator pubblica un video con un’opinione estremamente netta:
“Se fai colazione così, stai sbagliando tutto.”
Oppure:
“Questo è il peggior ristorante della città.”
Oppure ancora:
“Se usi questo prodotto, stai buttando via i tuoi soldi.”
E sotto il video succede il finimondo.
“Ma cosa stai dicendo?”
“Assolutamente falso.”
“Finalmente qualcuno che lo dice.”
“Non capisci niente.”
“Ti sbagli completamente.”
Il creator non ha necessariamente creato un contenuto migliore dal punto di vista informativo.
Ha creato un contenuto che genera una reazione.
Le persone commentano, rispondono ad altri commenti, condividono il video con gli amici per discuterne e continuano a guardare il contenuto per capire dove vuole arrivare.
Questo non significa che bisogna trasformare ogni profilo aziendale in una macchina della provocazione.
Significa capire una cosa fondamentale:
un contenuto che genera una reazione può avere molto più potenziale di un contenuto che genera semplicemente dei like.
No.
La provocazione è soltanto uno dei modi per stimolare una reazione.
Puoi farlo anche attraverso una domanda, una sorpresa, una dimostrazione, un confronto, un’opinione controcorrente o un contenuto particolarmente utile.
Un ristorante potrebbe pubblicare:
“3 piatti che non ordinerei mai in questo ristorante.”
Potrebbe sembrare una pessima idea.
In realtà potrebbe generare moltissime reazioni, soprattutto se il video spiega poi il motivo delle scelte.
Un negozio di arredamento potrebbe invece pubblicare:
“Tre errori che fanno sembrare piccolo un soggiorno.”
Non c’è nessuna provocazione.
Ma c’è un motivo per fermarsi a guardare il video.
Ed è questo il punto.
Non devi creare contenuti per ottenere like. Devi creare contenuti che le persone abbiano un motivo per guardare e con cui abbiano voglia di interagire.
Qui bisogna distinguere due cose.
Se acquisti like per un post, quel numero aumenta.
Se ne compri 1.000, potresti vedere 1.000 nuovi like.
Il problema è che il numero non racconta necessariamente una crescita reale dell’interesse verso il tuo profilo.
Quei like non significano automaticamente che quelle persone guarderanno i tuoi prossimi Reel, commenteranno i tuoi contenuti, visiteranno il tuo sito o acquisteranno qualcosa.
Ancora peggio, se il profilo accumula grandi quantità di interazioni che non corrispondono al comportamento reale del suo pubblico, il numero dei like può diventare una metrica completamente scollegata dal valore commerciale del contenuto.
È un po’ come riempire un negozio di persone che entrano, guardano la vetrina per un secondo e poi escono.
Da fuori sembra pieno.
Ma non significa che stia vendendo.